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martedì 10 giugno 2014

Riusciranno i nostri eroi a salvare gli alberi di Terrapieno? A Cagliari motoseghe di sinistra in azione!

Terrapieno, V.le Regina Elena = il problema
Quali tempi sono questi, quando
discorrere d’alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!

Bertolt Brecht, “A coloro che verranno”, 1939

Mia riflessione e esternazioni. Antimafia (Sardegna):
"(Correva la data del Settembre 2013)... e stiamo ancora attendento...
E' ora di dire basta! Appalti, sub-appalti vinti da "Pinco Palla o Palla Pinco", nulla cambia nel marasma delle commissioni d'appalto: vince chi dichiara la spesa minima; ma la stessa ditta che si aggiuidica l'appalto pubblico da chi viene controllato?
Dovrebbe, o meglio esiste un controllore nominato dal Comune, Provincia o Regione di appartenenza, avente mansioni lavorative per lo stesso ente o delegato, dunque un "dipendente della pubblica amministrazione che dovrebbe controllare e vigilare riguardo l'operato che è stato dato in commissione; oppure un delagato dell'Ente Pubblico".
Purtroppo spesso accade il contrario, dove "il controllore" non controlla "il controllato" e i motivi sono molteplici e principalmente per cattiva gestione degli appalti pubblici.
Il lavoro che tra breve dovremmo affrontare sarà anche questo: controllare, vigilare e stabilire che tutto si sia svolto regolarmente: nomina del vincitore della gara pubblica fino alla ultimazione dei lavori), siano in regola, come tempi stabiliti, materiale utilizzato, messa d'opera ultimato dome da progetto.
Un esempio ecclatante lo esponiamo in questo articolo, dove senza troppa fatica (essendo  un luogo non molto distante da dove risiedo), dal settembre 2013 ad oggi (giugno 2014), ancora i lavori non sono ultimati; pur avendo una scadenza di tre (3) mesi, la mole di taglia alberi e rifacemento di una piccola parte del Terrapieno di Cagliari (quartiere Villanova) non ha ancora avuto soluzione, termine. Non esiste nessun documento che provi le motivazioni di questa lentezza, impendendo i residenti nel divieto di transito e parcheggio dalle ore 7 del mattino fino alle ore 19 della sera (escluso festivi: sono stati magnianimi!). Non è stato ancora approvato dal Comune di Cagliari il divieto di transito dei "mezzi pesanti", considerandolo "Centro Storico, come il vicino confinante quartiere di "Castello", dove in Castello non è consentito il transito per i mezzi pesanti, mentre in Villanova nulla osta, nessun divieto! I pericoli sono tanti, dagli smottamenti e cedimenti delle vecchie case tutelate (almeno sulla carta) dal Comune che ne ha decretato la decisione con bando di gara, alle soprintendenze che dovrebbero verificare tutto quanto viene dato in carico alla Ditta appaltatrice, per stabilire i corretti lavori e il non deturpamento del territorio."



L’amministrazione Zedda ha detto “morte”, e infatti a partire da ieri cinque pini sono già stati sacrificati. Poi l’intervento delle Brigate Verdi (ironicamente battezzo così in questo momento uno sparuto gruppo di residenti, compagni e attivisti, diversi dei quali non nuovi ad azioni di questo genere e impegnati da tempo con il Cagliari Social Forum) ha rimesso tutto in discussione, se non altro per poche ore.



Questo pomeriggio, con un comunicato, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Luisanna Marras ha fatto sapere che “ferma la necessità di intervenire per la messa in sicurezza del muro sulla via San Saturnino, stiamo effettuando ulteriori approfondimenti per quanto riguarda l’intervento”, ma non ha chiarito se  in virtù di questo “approfondimento” il cantiere sarà bloccato o se da domani mattina le motoseghe riprenderanno comunque il loro lavoro.

In ogni caso, si tratta dell’ennesima brutta figura dell’amministrazione cittadina di centrosinistra. Perché in politica, cambiando l’ordine dei fattori, cambia sensibilmente il risultato: ovvero, prima bisognava spiegare ai residenti qual era la necessità dell’intervento, poi fare tutti gli approfondimenti, dopodiché comunicare il tutto alla città e infine procedere con i tagli (eventuali) degli alberi.

Invece stavolta (così come avveniva quando governava il centrodestra) prima si sono messe in moto le motoseghe, poi sono intervenuti i cittadini incazzati, dopodiché l’amministrazione ha comunicato la sua posizione e chissà se anche stavolta si riuscirà bloccherà tutto, con buona pace dei cinque pini già pronti per il caminetto. “Alberi o non alberi, non era questo il modo di fare politica per cui li abbiamo votati”, mi spiega il mio amico Maurizio. In effetti, direi di no.

Terrapieno, quartiere Villanova: da una parte il magnifico panorama sul settore orientale della città che spazia dai monti dei Sette Fratelli fino al Poetto, abbracciando Molentargius, il Poetto, Monte Urpinu, la Sella del Diavolo e il Golfo degli Angeli; dall’altra Castello con le sue magnifiche mura, la Cattedrale, il Palazzo Viceregio e la Torre di San Pancrazio. Una passeggiata incantevole piena di storia e di suggestioni, come ha brevemente ricordato Francesco Cocco, storico esponente del Pci sardo, già assessore regionale alla cultura (quando la sinistra esprimeva assessori alla cultura come si deve), residente a Villanova, che stasera è intervenuto nell’assemblea di cittadini organizzata da Andrea Olla.

Andrea, uno che, insieme ad altri, ha salvato anni fa gli alberi di piazza Giovanni e praticamente da solo, con il modesto contributo di questo blog, ha evitato nel 2010 che il giardinetto di fronte al liceo Siotto venisse devastato per realizzare una inutile rotatoria stradale pro Zuncheddu (Il Comune di Cagliari abbatte nove alberi in viale Trento per fare un favore a Sergio Zuncheddu).

Ad un certo punto dell’assemblea passa in bicicletta l’assessore al traffico Mauro Coni: “Stasera alle otto vedo la Marras, non vi posso promettere nulla ma porterò le vostre osservazioni”. Il regista Enrico Pau ribatte: “Io l’ho sentita questo pomeriggio, mi ha detto che approfondirà la questione ma noi vogliamo che i lavori vengano fermati. Gli alberi si possono salvare”. Qualche residente concorda.

In ogni caso, è chiaro che gli alberi di Terrapieno possono anche essere tagliati, il Comune può perfino annunciare di volerne ripiantare più di quanti ce ne fossero prima, non è questo il punto: il punto è il modo disarmante di fare politica di questa amministrazione che prima promette partecipazione e poi manco comunica quello che intende fare e mette i cittadini davanti al fatto compiuto. Come se un albero a Terrapieno fosse solo un albero, un pezzo di legno e niente più.

Ed ora, un po’ di foto:

Mischino, questo non ce l’ha fatta. Per capire dove si trova, ecco cosa si ammira se ci giriamo di 180 gradi…
Il altro la Cattedrale, in basso un parcheggio multipiano realizzato dal centrodestra. L’amministrazione Zedda ne vuole costruire uno uguale sull’altro versante del colle, dalla parte di stampace. Ma non ce la farà.
Caminetto ne avete?
Gente fissata raccogliendone firme per salvare due alberi!
Questi ex sessantottini sono veramente allucinanti! Boooh!
Francesco Cocco, il vecchio leone della sinistra ruggisce ancora!
Phitolacca moritura: salutatela adesso che forse domani non c’è più.
Arrazz’e pregunta!
Gente fissata raccogliendone firme per salvare due alberi! Questi ex sessantottini sono veramente allucinanti! Boooh!

“Oh Vitooo!”: l’assessore Coni nell’atto inequivocabile di minacciare la stampa libera e indipendente!

Fonte: www.vitobiolchini.it

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